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Servizi via web: obblighi legali e fiscali
(troppo vecchio per rispondere)
wkj
2005-03-08 10:15:12 UTC
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Prendendo spunto dal post circa la necessità o meno di pubblicare
l'informativa circa la privacy, mi piacerebbe fare altre domande a chi ha
più espereienza di me. Ho sempre lavorato come freelance per diverse
agenzie, oltre a condurre lavoro autonomo, in prevalenza a livello locale.
Ora, avrei intenzione di lanciare un progetto a livello nazionale, che si
occupa della vendita di servizi via web. Ho tutta una serie di dubbi, e
sarei grato a chiunque volesse darmi una mano.

1) Rieccoci con l'informativa circa la privacy. Mi faccio dare dal cliente i
suoi dati personali al fine di emettere fattura. Tra questi dati prendo
anche quelli relativi al suo indirizzo e-mail, tramite il quale gli invio la
fattura e lo autentico qualora in futuro necessitasse di assistenza. A
questo punto, è necessario regalare questi 150 euro per la notifica? Mi
rendo conto che è una spesa minima rispetto a quella complessiva per l'avvio
di un'attività, ma mi sembra una cosa così assurda che mi dà proprio
fastidio pagarla(naturalmente è un'opinione strettamente personale)!

2) Camera di commercio & co. Il mio commercialista è un po' old-style,
quindi ho paura che gli sfugga qualcosa circa eventuali normative specifiche
per le attività on-line, così sto cercando di documentarmi un po'. La
vendita di servizi sul web è per me solo un'apppendice di quello che faccio
"in locale". Se io vendo on-line gli stessi servizi che vendo anche
"localmente" devo preventivamente effettuarne notifica a qualcuno? Che so,
camera di commercio et similia. In tale contesto c'è differenza se accetto i
pagamenti tramite carta di credito (quindi pienamente "on-line") oppure
tramite versamento su conto corrente (dunque in un certo qual modo
"off-line")?

3) Diritto di recesso. Come funziona per chi acquista un servizio on-line?
Qualche buon link dove documentarmi?

4) Firma sui contratti. Ho visto che alcune società che operano on-line si
limitano a far accettare il contratto on-line con un click, altre richiedono
che venga faxato, altre ancora che sia inviato tramite raccomandata AR per
avere la firma in originale. Lo studio di avvocati dove mi appoggio
addirittura mi ha detto che dovrei inviare un dipendente appositamente per
raccogliere la firma poichè altrimenti non ha valore legale. Voi come vi
regolate?

5) Dipendenti. Ho la necessità di avere delle persone in loco che svolgano
delle determinate operazioni per mio conto. Nelle zone dove sono
maggiormente operativo ho pensato di provvedere ad assunzione con tutti
crismi (e qui se lo vede il commercialista con tutti gli adempimenti), per
le zone dove invece ho ocntatti sporadici vorrei avere qualcuno che lavora
per me tramite prestazioni occasionali, eventualmente poi da consolidare.
Come funziona in questo caso? Ci sono adempimenti legali e fiscali (a parte
la ritenuta d'acconto) se ho dei lavoratori a prest ocassionale/progetto?

6) Tasse, ricavi & co. Se vendo un servizio a X euro e pago con prestazione
occasionale ad un lavoratore Y euro le tasse le vado a pagare su X-Y euro,
vero?

7) Forma societaria. Al momento siami indecisi tra una s.a.s ed una s.r.l.,
poichè gli avvocati sconsigliano sino alla morte la s.n.c. L'idea di usare
la s.a.s. piuttosto che la s.r.l. sussiterebbe per poter investire i fondi
destinati alla "cassa" di una s.r.l. in pubblicità, e poi successivamente
mutare in s.r.l.. Sondaggio: voi con che forma operate?
Starsky
2005-03-08 11:23:24 UTC
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Post by wkj
Prendendo spunto dal post circa la necessità o meno di pubblicare
l'informativa circa la privacy, mi piacerebbe fare altre domande a chi ha
più espereienza di me. Ho sempre lavorato come freelance per diverse
agenzie, oltre a condurre lavoro autonomo, in prevalenza a livello locale.
Ora, avrei intenzione di lanciare un progetto a livello nazionale, che si
occupa della vendita di servizi via web. Ho tutta una serie di dubbi, e
sarei grato a chiunque volesse darmi una mano.
1) Rieccoci con l'informativa circa la privacy. Mi faccio dare dal cliente i
suoi dati personali al fine di emettere fattura. Tra questi dati prendo
anche quelli relativi al suo indirizzo e-mail, tramite il quale gli invio la
fattura e lo autentico qualora in futuro necessitasse di assistenza. A
questo punto, è necessario regalare questi 150 euro per la notifica? Mi
rendo conto che è una spesa minima rispetto a quella complessiva per l'avvio
di un'attività, ma mi sembra una cosa così assurda che mi dà proprio
fastidio pagarla(naturalmente è un'opinione strettamente personale)!
Non ho una attività on-line ma chiaramente detengo tutti i dati personali
dei miei clienti, tra i quali anche l'email. Non ho mai letto di dover
notificare qualcosa a qualcuno, non essendo dati SENSIBILI (il cui
trattamento invece richiede una gestione più complessa).
Per dati sensibilisi intendono quelli legati alla sfera sessuale, politica,
sanitaria etc, non l'email o la ragione sociale.
Il DPS (documento programmativo della sicurezza) però lo devi avere.
Post by wkj
2) Camera di commercio & co. Il mio commercialista è un po' old-style,
quindi ho paura che gli sfugga qualcosa circa eventuali normative specifiche
per le attività on-line, così sto cercando di documentarmi un po'. La
vendita di servizi sul web è per me solo un'apppendice di quello che faccio
"in locale". Se io vendo on-line gli stessi servizi che vendo anche
"localmente" devo preventivamente effettuarne notifica a qualcuno? Che so,
camera di commercio et similia. In tale contesto c'è differenza se accetto i
pagamenti tramite carta di credito (quindi pienamente "on-line") oppure
tramite versamento su conto corrente (dunque in un certo qual modo
"off-line")?
Dipende dai servizi: se "vendi" la tua consulenza informatica e usi il web
come vetrina ti inquadri come libero professionista che ha bisogno di P.IVA
e ritenuta d'acconto, se invece vendi beni allora sei un commerciante e
come tale devi avere iscrizione alla CCIAA.

Leggo però che pensate ad una forma societaria vera e propria, IHMO secondo
me l'iscrizione alla camera di commercio è dovuta.

Per gli altri quesiti passo.

Starsky
Cooper
2005-03-08 11:23:57 UTC
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Post by Starsky
Dipende dai servizi: se "vendi" la tua consulenza informatica e usi il web
come vetrina ti inquadri come libero professionista che ha bisogno di P.IVA
e ritenuta d'acconto, se invece vendi beni allora sei un commerciante e
come tale devi avere iscrizione alla CCIAA.
Non del tutto esatto, l'iscrizione alla camera di commercio è obbligatoria
in entrambi i casi.
Poi in particolare, chi si occupa di realizzare siti internet viene
inquadrato come artigiano (essendo la creazione di un sito internet un
lavoro artigianale).
Cooper.
--
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[http:] www.blueware.it
[msn:] ***@blueware.it
[icq:] 146781935
Starsky
2005-03-08 11:33:16 UTC
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Post by Cooper
Post by Starsky
Dipende dai servizi: se "vendi" la tua consulenza informatica e usi il web
come vetrina ti inquadri come libero professionista che ha bisogno di P.IVA
e ritenuta d'acconto, se invece vendi beni allora sei un commerciante e
come tale devi avere iscrizione alla CCIAA.
Non del tutto esatto, l'iscrizione alla camera di commercio è obbligatoria
in entrambi i casi.
Poi in particolare, chi si occupa di realizzare siti internet viene
inquadrato come artigiano (essendo la creazione di un sito internet un
lavoro artigianale).
Cooper.
Ciao,
come consulente informatico io potevo inquadrarmi semplicemente nella
categoria ATECOFIN 72.22 come libero professionista senza iscrizione alla
CCIAA, e nulla mi avrebbe vietato di crearmi un sito web dove pubblicizzo i
miei servizi di consulenza.
Nel mio caso ho preferito includere anche il codice 51.84 per essere
inquadrato come commerciante con ditta iscritta alla CCIAA e non essere
schiavo della ritenuta d'acconto da scaricare ai clienti ma questo è un
caso particolare.

Ciao
Starsky
Cooper
2005-03-08 11:38:09 UTC
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Post by Starsky
Post by Cooper
Post by Starsky
Dipende dai servizi: se "vendi" la tua consulenza informatica e usi il web
come vetrina ti inquadri come libero professionista che ha bisogno di P.IVA
e ritenuta d'acconto, se invece vendi beni allora sei un commerciante e
come tale devi avere iscrizione alla CCIAA.
Non del tutto esatto, l'iscrizione alla camera di commercio è obbligatoria
in entrambi i casi.
Poi in particolare, chi si occupa di realizzare siti internet viene
inquadrato come artigiano (essendo la creazione di un sito internet un
lavoro artigianale).
Cooper.
Ciao,
come consulente informatico io potevo inquadrarmi semplicemente nella
categoria ATECOFIN 72.22 come libero professionista senza iscrizione alla
CCIAA, e nulla mi avrebbe vietato di crearmi un sito web dove pubblicizzo i
miei servizi di consulenza.
Nel mio caso ho preferito includere anche il codice 51.84 per essere
inquadrato come commerciante con ditta iscritta alla CCIAA e non essere
schiavo della ritenuta d'acconto da scaricare ai clienti ma questo è un
caso particolare.
Ok ma fare un sito internet, non è la stessa cosa di fare consulenza, su
questo concordi no? :)
Cooper.
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Starsky
2005-03-08 11:46:02 UTC
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Post by Cooper
Ok ma fare un sito internet, non è la stessa cosa di fare consulenza, su
questo concordi no? :)
Cooper.
Mica tanto :-)

Esempio: io sono uno sviluppatore vb.net e sto approfondendo la
programmazione con aspx. I programmi in aspx non sono solo "siti web", sono
dei veri e propri programmi...a questo punto come inquadri questa attività
? E' artigianale o consulenza softare ?

Ciao
Starky

PS.
Ricorda il quoting...
Cooper
2005-03-08 11:55:02 UTC
Permalink
Post by Starsky
Post by Cooper
Ok ma fare un sito internet, non è la stessa cosa di fare consulenza, su
questo concordi no? :)
Cooper.
Mica tanto :-)
Esempio: io sono uno sviluppatore vb.net e sto approfondendo la
programmazione con aspx. I programmi in aspx non sono solo "siti web", sono
dei veri e propri programmi...a questo punto come inquadri questa attività
? E' artigianale o consulenza softare ?
Lo sviluppo del software, non è certo una consulenza. Per consulenza si
intende la prestazione professionale di un consulente e in particolare un
consulente è definito come: "professionista a cui ci si rivolge per pareri e
chiarimenti relativi a un determinanto ambito di interessi:".
Ora se "pareri e chiarimenti" significano produrre qualcosa (nel nostro
caso, software etc) questo non lo so... ma personalmente nutro profondi
dubbi.

Fonte: http://www.demauroparavia.it/26448
Cooper.
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Starsky
2005-03-08 12:09:25 UTC
Permalink
Post by Cooper
Lo sviluppo del software, non è certo una consulenza. Per consulenza si
intende la prestazione professionale di un consulente e in particolare un
consulente è definito come: "professionista a cui ci si rivolge per pareri e
chiarimenti relativi a un determinanto ambito di interessi:".
Ora se "pareri e chiarimenti" significano produrre qualcosa (nel nostro
caso, software etc) questo non lo so... ma personalmente nutro profondi
dubbi.
Lo sviluppo software (windows/linux o web) se fatto su commissione è pur
sempre una attività da libero professionista, con pagamento tramite
ritenuta d'acconto etc etc. Si può anche discutere sulla diseguaglianza
libero professionista <> consulente ma ai fini fiscali poco importa.

Se lo sviluppo è destinato alla commercializzazione di software
pacchettizzato allora l'attività diventa quella di commerciante, con altri
adempimenti.
Insomma è un casino :-)

Capisco le perplessità, erano anche le mie, se ne è discusso molto su
it.lavoro.informatica

Ciao
Starsky
Cooper
2005-03-08 12:15:17 UTC
Permalink
Post by Starsky
Si può anche discutere sulla diseguaglianza
libero professionista <> consulente ma ai fini fiscali poco importa.
Il consulente è definito come professionista, non vedo questa
"disuguaglianza". Quello che non condivido è inquadrare uno sviluppatore
software come consulente.
Credo sia sbagliato formalmente parlando, in quanto il consulente è appunto
chi fornisce pareri e chiarimenti su un dato ambito mentre lo sviluppatore
software è colui che produce un programma per elaboratore su commissione.
Produrre qualcosa implica un lavoro artigianale, di creatività etc mentre la
consulenza non ha nulla di artigianale.

Nel mio caso, sono stato costretto a iscrivermi dalla CCIAA come artigiano
in quanto la mia attività (identificata come: produzione pagine e siti web)
per loro era pressochè di natura artigianale.
Ti assicuro che non era un loro capriccio perchè mi sono documentato ai
tempi (ti parlo del 2003) e effettivamente è cosi.
Cooper.
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Max
2005-03-09 19:10:20 UTC
Permalink
Post by Cooper
Il consulente è definito come professionista, non vedo questa
"disuguaglianza".
Formalmente parlando. Un professonista (intendo i professionisti di
cui si parla nei testi della legge) e' una persona iscritta ad un albo
professionale e questo e' l'unico modo per esercitare la rispettiva
professione.

Nel linguaggio comune si confonde "esperto" con "professionista".

Un consulente, se qualificato, e' semplicemente un esperto, che a
differenza dei professionisti non ha per legge nessuna responsabilita'
giuridica sul suo operato. Responsabilita' propria invece dei
professionisti iscritti agli albi.
Post by Cooper
Credo sia sbagliato formalmente parlando, in quanto il consulente è appunto
chi fornisce pareri e chiarimenti su un dato ambito mentre lo sviluppatore
software è colui che produce un programma per elaboratore su commissione.
Produrre qualcosa implica un lavoro artigianale, di creatività etc mentre la
consulenza non ha nulla di artigianale.
Anche se si tratta di una attivita' sostanzialmente tecnica, lo
sviluppo di software e' una delle attivita' che spetta ad esempio a
chi esecita la professione di ingegnere dell'informazione. E
l'attivita' di un ingegnere, se fatta a modo, non ha proprio niente di
artigianale. E' sistematica e priva di creativita'.
Post by Cooper
Nel mio caso, sono stato costretto a iscrivermi dalla CCIAA come artigiano
in quanto la mia attività (identificata come: produzione pagine e siti web)
per loro era pressochè di natura artigianale.
Il discorso cambia per lo sviluppo di interfacce grafiche.
Oltre a non essere una attivita' di consulenza, non e' neanche una
ativita' professionale. E per questo sei iscritto come artigiano.
Cooper
2005-03-09 19:27:17 UTC
Permalink
Post by Max
Post by Cooper
Il consulente è definito come professionista, non vedo questa
"disuguaglianza".
Formalmente parlando. Un professonista (intendo i professionisti di
cui si parla nei testi della legge) e' una persona iscritta ad un albo
professionale e questo e' l'unico modo per esercitare la rispettiva
professione.
La lingua italiana definisce professionista colui che effettua una
prestazione dietro compenso, da qui non si scappa.
Post by Max
Nel linguaggio comune si confonde "esperto" con "professionista".
questo è strettamente soggettivo, esperto è colui che ha esperienza su un
dato settore il professionista è colui che effettua una prestazione dietro
compenso... c'è differenza.
Che poi l'esperto sia anche un professionista o un professionista sia anche
un esperto questo è possibile.
Post by Max
Anche se si tratta di una attivita' sostanzialmente tecnica, lo
sviluppo di software e' una delle attivita' che spetta ad esempio a
chi esecita la professione di ingegnere dell'informazione. E
l'attivita' di un ingegnere, se fatta a modo, non ha proprio niente di
artigianale. E' sistematica e priva di creativita'.
Questo lo dici te :) Sarei curioso di vedere chi condivide questo punto di
vista.
Parli di ingegnere del software, quindi solo chi è laureato può fare
programmi? sviluppare software? beh mi sembra che sia piuttosto restrittivo
vederla cosi.
Già il solo fatto di scrivere:

10 print "ciao pippo"
20 goto 10

(per chi si ricorderà) costituisce di per se un programma, e per fare questo
non bisogna essere laureati in ingegneria!!!
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Max
2005-03-09 20:19:22 UTC
Permalink
Post by Cooper
Post by Max
Post by Cooper
Il consulente è definito come professionista, non vedo questa
"disuguaglianza".
Formalmente parlando. Un professonista (intendo i professionisti di
cui si parla nei testi della legge) e' una persona iscritta ad un albo
professionale e questo e' l'unico modo per esercitare la rispettiva
professione.
La lingua italiana definisce professionista colui che effettua una
prestazione dietro compenso, da qui non si scappa.
Le attivita' lavorative sono inquadrate da un contesto normativo
composto da leggi, codici e regolamenti vari.

I fiscalisti e gli avvocati fanno riferimento al codice civile.
Guardando il libro quinto del lavoro - articoli 2061 - articolo 2229 e
correlati, non si parla mai di professionismo senza fare riferimento
ad un ordinamento professionale.

Il professionista della lingua italiana di cui parli te, sul codice
civile e' un lavoratore autonomo (art 2222).

...c'e' ben poco da interpretare nel codice civile.
Ci sono i lavoratori autonomi e i liberi professionisti iscritti ad
albi professionali.
Post by Cooper
Post by Max
Anche se si tratta di una attivita' sostanzialmente tecnica, lo
sviluppo di software e' una delle attivita' che spetta ad esempio a
chi esecita la professione di ingegnere dell'informazione. E
l'attivita' di un ingegnere, se fatta a modo, non ha proprio niente di
artigianale. E' sistematica e priva di creativita'.
Questo lo dici te :) Sarei curioso di vedere chi condivide questo punto di
vista.
Parli di ingegnere del software, quindi solo chi è laureato può fare
programmi? sviluppare software?
A proposito di lingua italiana, ti riscrivo quello che ho gia'
scritto. Ho scritto : "...e' una delle attivita' che spetta' ..." ma
non ho scritto che "...spetta in modo esclusivo". Infatti non esiste
una legge che limita chi puo' fare questa attivita'.

La mia tesi e' condivisa da coloro che devono pianificare
investimenti, programmando tempi e costi. Nulla a che vedere con
attivita' creative.
Post by Cooper
10 print "ciao pippo"
20 goto 10
(per chi si ricorderà) costituisce di per se un programma, e per fare questo
non bisogna essere laureati in ingegneria!!!
vorrei aggiungere che questo propramma (come tanti altri) e'
totalmente inutile in un contesto produttivo. E' una piccola opera
d'arte :-)
Cooper
2005-03-09 21:05:03 UTC
Permalink
Post by Max
Post by Cooper
10 print "ciao pippo"
20 goto 10
(per chi si ricorderà) costituisce di per se un programma, e per fare questo
non bisogna essere laureati in ingegneria!!!
vorrei aggiungere che questo propramma (come tanti altri) e'
totalmente inutile in un contesto produttivo. E' una piccola opera
d'arte :-)
Tutto ciò che è frutto dell'ingegno umano è creatività.
Cooper.
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wkj
2005-03-08 11:30:09 UTC
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Post by Starsky
Il DPS (documento programmativo della sicurezza) però lo devi avere.
E questo va depositato/notificato/affisso in pubblica piazza eccetera? :-)
Starsky
2005-03-08 11:47:23 UTC
Permalink
Post by wkj
Post by Starsky
Il DPS (documento programmativo della sicurezza) però lo devi avere.
E questo va depositato/notificato/affisso in pubblica piazza eccetera? :-)
No, devi tenerlo stretto stretto da qualche parte nella sede della tua
ditta, in caso vengano dei controlli.

Starsky
visuddhi
2005-03-08 18:54:42 UTC
Permalink
"Starsky" ha scritto
Post by Starsky
Non ho una attività on-line ma chiaramente detengo tutti i
dati personali dei miei clienti, tra i quali anche l'email.
Non ho mai letto di dover notificare qualcosa a qualcuno,
non essendo dati SENSIBILI (il cui trattamento invece richiede...
La notificazione è una dichiarazione con la quale un soggetto pubblico
o privato rende nota al Garante per la protezione dei *dati personali*
l'esistenza di un'attività di raccolta e di utilizzazione dei dati
personali, svolta quale autonomo titolare del trattamento.

Dati personali... non solo dati sensibili!

Per i dati sensibili bisogna avere l'autorizzazione del Garante e non
è sufficiente la semplice notifica. Il Garante comunica la decisione
adottata sulla richiesta di autorizzazione entro quarantacinque
giorni, decorsi i quali la mancata pronuncia equivale a rigetto.

visuddhi
Massimiliano Graziani
2005-03-08 21:39:55 UTC
Permalink
Post by visuddhi
La notificazione è una dichiarazione con la quale un soggetto pubblico
o privato rende nota al Garante per la protezione dei *dati personali*
l'esistenza di un'attività di raccolta e di utilizzazione dei dati
personali, svolta quale autonomo titolare del trattamento.
Dati personali... non solo dati sensibili!
Scusa, ma se non sbaglio il D.L. 196 ne ha ristretto l'ambito di
applicazione, e l'art.37 dice che la notifica è obbligatoria solo se si
trattano dati ben definiti:
http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/03196dl.htm

O faccio ancora un po' di confusione? :(
wkj
2005-03-08 21:48:27 UTC
Permalink
Post by Massimiliano Graziani
Scusa, ma se non sbaglio il D.L. 196 ne ha ristretto l'ambito di
applicazione, e l'art.37 dice che la notifica è obbligatoria solo se si
http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/03196dl.htm
Stralcio della legge:

1. Il titolare notifica al Garante il trattamento di dati personali cui
intende procedere, solo se il trattamento riguarda:
a) dati genetici, biometrici o dati che indicano la posizione geografica di
persone od oggetti mediante una rete di comunicazione elettronica;
b) dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, trattati a
fini di procreazione assistita, prestazione di servizi sanitari per via
telematica relativi a banche di dati o alla fornitura di beni, indagini
epidemiologiche, rilevazione di malattie mentali, infettive e diffusive,
sieropositivita', trapianto di organi e tessuti e monitoraggio della spesa
sanitaria;
c) dati idonei a rivelare la vita sessuale o la sfera psichica trattati da
associazioni, enti od organismi senza scopo di lucro, anche non
riconosciuti, a carattere politico, filosofico, religioso o sindacale;
d) dati trattati con l'ausilio di strumenti elettronici volti a definire il
profilo o la personalita' dell'interessato, o ad analizzare abitudini o
scelte di consumo, ovvero a monitorare l'utilizzo di servizi di
comunicazione elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente
indispensabili per fornire i servizi medesimi agli utenti;
e) dati sensibili registrati in banche di dati a fini di selezione del
personale per conto terzi, nonche' dati sensibili utilizzati per sondaggi di
opinione, ricerche di mercato e altre ricerche campionarie;
f) dati registrati in apposite banche di dati gestite con strumenti
elettronici e relative al rischio sulla solvibilita' economica, alla
situazione patrimoniale, al corretto adempimento di obbligazioni, a
comportamenti illeciti o fraudolenti.



Che ne dite?
visuddhi
2005-03-09 07:28:49 UTC
Permalink
"Massimiliano Graziani" ha scritto
Post by Massimiliano Graziani
Scusa, ma se non sbaglio il D.L. 196 ne ha ristretto l'ambito di
applicazione, e l'art.37 dice che la notifica è obbligatoria solo se si
http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/03196dl.htm
O faccio ancora un po' di confusione? :(
Qui la confusione la facciamo tutti! Io ho provato a contattare il
garante un sacco di volte ma non sono riuscito a cavare un ragno dal
buco.

Dall'art. 37 sembra proprio che sia necessaria solo in casi
particolari, da altri documenti nel sito del garante sembra che sia
assodato che chi tratta dati debba farla.

Io quando in un thread si tratta di dati personali mi ci butto sempre
almeno dalle varie risposte nascono sempre più spunti di riscontro e
di riflessione per capire meglio la situazione.

visuddhi
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